Chi si dovesse trovare in Argentina e avesse un po' di tempo deve assolutamente andare alle cascate del Iguazù. Inizialmente le avevo scartate dalle tappe del viaggio per alcuni pregiudizi che poi come tutti gli stereotipi mentali si sono rivelati assolutamente infondati.
Le cascate sono le più grandi del mondo, con 2 km di larghezza e sono provocate dalla caduta su due livelli dei fiumi Paranà e Iguazù, lunghi circa 400 km.
Il dislivello territoriale si è creato milioni di anni fa con lo scontro dei continenti ed è assolutamente spettacolare. I mesi di Settembre e Ottobre sono i migliori perchè il clima non è ancora troppo caldo umido e questo permette di fare le escursioni nella foresta amazzonica (ultimo lembo tra Brasile e Argentina) senza essere assaliti dagli insetti, in più i fiumi hanno la maggior portata d'acqua che è principalmente piovana.
Servono 4 giorni per muoversi autonomamente. Nei parchi si fanno sia i percorsi escursionistici che dei trekking extra attraverso sentieri ben segnati. Ovviamente conviene sempre attrezzarsi e non è raro incontrare gli animali tipici della selva soprattutto i rettili e gli uccelli per cui meglio essere pronti con le macchine fotografiche e rispettare lo spazio vitale di questi animali.
Credo che sia stata una delle esperienze più emozionanti in assoluto proprio per il contatto diretto con la natura dominante che ti permette di apprezzarne la bellezza...cosa che l'uomo moderno non si meriterebbe visto che non fa altro che privarsene volontariamente con la distruzione di ettari ed ettari di selva.
Le cascate si trovano in un parco naturale gestito a metà dal governo brasiliano e da quello argentino in cui si sta portando avanti una politica di tutela delle specie in via di estinzione sia arboree che animali. Nel parco restano gli unici 10 esemplari di giaguaro della foresta tropicale, divinità della religione guaranì, altrettanti esemplari di puma, 5 tucani tra gli animali più a rischio di estinzione.
Un'esperienza che riempie la vita, fino alla Garganta del Diablo.
Se possibile meglio vedere sia il lato brasiliano che quello argentino perchè si tratta di due approcci molto diversi e entrambi molto interessanti.
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