mercoledì 11 novembre 2009

Dopo un periodo di assenza...

Eccomi!!! TOrno dopo un indaffarato periodo di lavoro senza mai dimenticarmi del diario di viaggio...
Finalmente, grazie ad ottime amicizie, ho esplorato la pampa, ovviamente l'avventura non è finita. Le ultime mete sono state il Parco naturale di Diamante, riserva fluviale (particolarmente frequentata dalle zanzare) ricca di vegetazione e uccelli. Mi è sembrata molto simile al parco del Po d'altronde il microclima è quasi lo stesso e di conseguenza anche un po' la flora e la fauna che si incontrano. Tralasciando alcune specie vegetali tropicali portate dalla terra smossa dalla corrente del rio.
Per andare a DIamante si attraversano Santa Fe e Paranà. Santa Fe è una città più piccola di Rosario ma con una bella piazza sede del palazzo del governo. Paranà mi pare offrire un buon punto di relax soprattutto per la sua conformazione geografica non più totalmente piatta ma collinare.
E' un'escursione che si può fare in giornata incredibile per i canoni argentini...sconsigliata nei periodi caldi perchè è una zona molto umida..
ALtra tappa è stato Colon, al confine con l'Uruguay.
Finalmente un posto con le "caratteristiche sudamericane" per eccellenza. Casette basse e squadrate e navi di cemento...certo! per chi fosse incredulo, durante il secondo periodo bellico, per ovviare all'importazione dell'acciaio si era tentato un "brevetto alternativo"...non funzionò ma la carcassa della nave è a tutt'oggi visibile!
Colon è famosa per le terme, per altro ottime e rilassanti...ma cela un lato per avventurieri: le isole in mezzo al fiume che sono già parte dell'Uruguay!
Mi sentivo esattamente Leonardo di Caprio in The Beach! Atolli di sabbia raggiungibili solo con i gommoni dei guardia parco, con spiagge fantastiche, dune di sabbia e vegetazione tropicale. I semi sono trasportati dal fiume che li stratifica insieme alla terra...vi sono specie vegetali della Bolivia e perfino della COlombia!
Sugli atolli si perde la cognizione del tempo ed è una sensazione bellissima ed esattamente come per Iguazù il contatto diretto con la natura incontaminata risveglia quel sentimento selvatico che solitamente cerchiamo di tener sopito con le nostre convenzioni sociali. Non si vorrebbero mai lasciare quelle isolette....
Last but not least è importante fare un accenno alle solite speculazioni criminose che si possono trovare nei luoghi più impensati. Importanti aziende spagnole, conosciute nel settore alimentare, hanno causato un impatto ambientale gravissimo portando terra argillosa nel mezzo del fiume per creare degli atolli-produttivi su cui hanno piantato riso. Purtroppo queste sono le conseguenze della produzione di combustibili con i cereali, la speculazione sfrenata che si fa sul prezzo degli alimenti base di molti paesi nel mondo porta a cercare di ottenere ovunque queste risorse senza il minimo rispetto per l'ambiente circostante. Ora queste pseudo piantagioni sono sotto sequestro ma il riso continua a crescere...
Le prossime tappe saranno Pergamino e le terre degli emigranti, Cordoba e la casa del Che e probabilmente Buenos Aires... keep in touch and check the page!

domenica 18 ottobre 2009

VIAGGIO ALLE CATARATAS DEL IGUAZU' (9-12 ottobre 2009)

Chi si dovesse trovare in Argentina e avesse un po' di tempo deve assolutamente andare alle cascate del Iguazù. Inizialmente le avevo scartate dalle tappe del viaggio per alcuni pregiudizi che poi come tutti gli stereotipi mentali si sono rivelati assolutamente infondati.
Le cascate sono le più grandi del mondo, con 2 km di larghezza e sono provocate dalla caduta su due livelli dei fiumi Paranà e Iguazù, lunghi circa 400 km.
Il dislivello territoriale si è creato milioni di anni fa con lo scontro dei continenti ed è assolutamente spettacolare. I mesi di Settembre e Ottobre sono i migliori perchè il clima non è ancora troppo caldo umido e questo permette di fare le escursioni nella foresta amazzonica (ultimo lembo tra Brasile e Argentina) senza essere assaliti dagli insetti, in più i fiumi hanno la maggior portata d'acqua che è principalmente piovana.
Servono 4 giorni per muoversi autonomamente. Nei parchi si fanno sia i percorsi escursionistici che dei trekking extra attraverso sentieri ben segnati. Ovviamente conviene sempre attrezzarsi e non è raro incontrare gli animali tipici della selva soprattutto i rettili e gli uccelli per cui meglio essere pronti con le macchine fotografiche e rispettare lo spazio vitale di questi animali.
Credo che sia stata una delle esperienze più emozionanti in assoluto proprio per il contatto diretto con la natura dominante che ti permette di apprezzarne la bellezza...cosa che l'uomo moderno non si meriterebbe visto che non fa altro che privarsene volontariamente con la distruzione di ettari ed ettari di selva.
Le cascate si trovano in un parco naturale gestito a metà dal governo brasiliano e da quello argentino in cui si sta portando avanti una politica di tutela delle specie in via di estinzione sia arboree che animali. Nel parco restano gli unici 10 esemplari di giaguaro della foresta tropicale, divinità della religione guaranì, altrettanti esemplari di puma, 5 tucani tra gli animali più a rischio di estinzione.
Un'esperienza che riempie la vita, fino alla Garganta del Diablo.
Se possibile meglio vedere sia il lato brasiliano che quello argentino perchè si tratta di due approcci molto diversi e entrambi molto interessanti.

sabato 3 ottobre 2009

Interessante notare come in un paese in cui ci sono persone che fanno della raccolta della spazzatura un mezzo di sussistenza, la polizia possiede macchine fuoristrada ultimo modello e nuove di zecca. La realtà delle contraddizioni e della non libertà, una verità americana..

giovedì 24 settembre 2009

sull'Oceano

In generale Rosario non è una grande città, propone eventi principalmente durante i week ends ma mi ci riconosco..
Inizio a entrare nel vero mondo argentino quando finalmente incontro quello che stavo cercando, la ricerca delle radici e spesso questa riporta in Italia. Scopro e conosco storie di emigrazione che creano un vero e proprio senso di inquietudine finché non vengono decifrate e possedute dai loro autori. Mi ci addentro e inizio a solcare l'Oceano su una nave infinita...

L'aspetto interessante di Rosario sono le archeologie industriali abbandonate che in parte sono state recuperate dal Comune per adibirle a centri culturali. E' incredibile vedere una ferrovia che scorre lungo il fiume e che ora è parte integrante del centro città...ci si passeggia, si legge, ci sono cartoneros che la percorrono con i cavalli che abitano la stazione norte. Un vero e proprio "Ritorno al futuro"...
Normalmente nel fine settimana la ferrovia si popola di famiglie a passeggio tra i banchi del mercato artigianale e vintage. Si può trovare di tutto e veramente a poco prezzo stando ovviamente attenti "ai pacchi". Trascorro intere giornate a fotografare e leggere sul paranà, la idrovia rosarina che quarant'anni fa portò il boom economico nella città. Un'esplosione che come tutte le altre ha portato un forte impatto ambientale lasciando dietro di sé enormi problemi ambientali mai veramente affrontati. Caratteristica comune degli abitanti è non parlare direttamente di tutto ciò ma alludere continuamente ad uno spettro incombente sulla quotidianità di tutti.
Ritrovo ancora una volta una forma mentis davvero vicina a quella italiana.
Fortunatamente il giornale degli eventi mi porta a scoprire che al CEC (Centro Expresiones COntemporaneas) ricavato all'interno di un ex magazzino di cereali, una 3 giorni di manifestazioni dedicate al recupero dei materiali.
Un remida argentino, che scopro essere stato proposto e pensato esclusivamente in loco con la collaborazione di nuove cooperative tra Buenos Aires e Rosario.
Una di queste è Eloisa Cartonera. Fondata nel 2001 in risposta alla debacle economica, si propone di collaborare con i cartoneros e trasformare i cartoni raccolti da questi ultimi in copertine per libri di autori esclusivamente sud americani.
Bellissimo! Ne acquisto 2 per la modica cifra di 2 euro. E in questa è già previsto un guadagno con copertura di spese di lavoro...tutto ciò la dice lunga sulla serie di passaggi che caratterizzano il nostro mercato. Eloisa cartonera dunque è una delle soluzioni più complete e utili ad una situazione di crisi: cultura e riciclo..coppia vincente.
Partecipo ai laboratori proposti e chiacchiero con i ragazzi atelieristi...una delle prime cose che si imparano da queste persone è che c'è sempre una soluzione, sempre ci si rialza e sempre c'è un lato positivo. Prima mi vergogno della mia "pochezza" vissuta fino ad ora..poi apprendo e metto in pratica...tutto ciò ci può salvare, dobbiamo solo comprenderlo.

lunedì 21 settembre 2009

attraverso l'Argentina, prima tappa: Pampa umeda

Il 9 settembre 2009 parto alla volta di Rosario, Argentina. Scopo del viaggio un tirocinio di 3 mesi Mae-Crui al Consolato Generale con l'obiettivo di rinnovare il visto e allungare la permanenza alla scoperta del paese.
Il primo impatto è disorientante, le dimensioni estraniano, la prima cosa che noto mentre viaggio su un colectivo da Buenos Aires a Rosario è la completa assenza di un orizzonte. La Pampa è infinita e ovunque si cerchi di fermare l'occhio è impossibile trovare un fermo, tutto ruota a 180 gradi..
Poi si alternano alle distese erbose e ai canneti in cui pascolano mandrie di mucche, pecore e cavalli, strani pueblos. Concentrando la vista mi accorgo che sono interamente costruiti su enormi discariche a cielo aperto, talvolta negli ex cortili di impianti industriali abbandonati, ecco il primo approccio con le favelas. Le favelas si trovano in ogni periferia cittadina e nella pampa che separa di solito i grossi centri industriali. Sono abitate prevalentemente da autoctoni, non criollos, quelli che dovrebbero poter disporre della loro terra e che invece noi abbiamo confinato ai limiti dell'umano. Intere famiglie vivono nella spazzatura e si nutrono di questa.
Di nuovo l'assenza di orizzonte, forse ora non solo geografico...
A 20 km da Rosario i grattacieli del centro ancora non si vedono ma il colectivo continua a percorrere la strada dando la precedenza ai carri dei cartoneros che esaminano tutti i cassonetti dei quartieri prendendo oggetti con cui organizzano poi mercati interni.
Ecco, a 15 minuti di bus dal centro spuntano i grattacieli, edifici degli anni '70 in parte decadenti che oggi vengono ristrutturati per dare un aspetto migliore alla città, ma le maschere non nascondono la sostanza.